Di esempi ne abbiamo orami a centinaia: la Mercedes sta studiando sistemi (il car to x) che prevedono la comunicazione a distanza fra vetture dello stesso gruppo di importanti informazioni quali, ad esempio, le condizioni della strada, affinché i veicoli che giungano in un punto x siano già informati dello stato e possano agire ancor prima per migliorare la risposta (si pensi ad un tratto di strada ghiacciata, una prima vettura arriva e sbanda, comunica la posizione e la situazione consentendo alle successive di modificare traiettoria, ridurre la velocità, anticipare la frenata etc.); sistemi di irrigazione anche domestica (fatevi un giro su kickstarter per trovarne degli esempi) che automaticamente avvisano quando le piante hanno sete ottimizzando i consumi; molte app di navigazione per smartphone che segnalano ai vari automobilisti le code, gli autovelox (il famoso Coyote della Marelli ad esempio)
ad esempio, si collegano sì al nostro wi fi, ma anche ad un lampadario. Ora, nel caso specifico di problemi non ce ne sono perché parliamo di uno standard più o meno mondiale (i bulbi e gli attacchi sono gli stessi in quasi tutto il mondo), ma ammettiamo che il nostro bel portalampada fosse diverso perché chi l'ha progettato e venduto vive in capo al mondo e noi, giustamente, non abbiamo aspettato la distribuzione ufficiale (anche perché per alcuni oggetti potrebbe non arrivare mai). Saremmo fregati. Chi non è proprio giovanissimo ricorderà i problemi relativi agli standard pal - ntsc quando si compravano (magari nemmeno via internet ma "per corrispondenza") le console o addirittura i giochi di importazione e di televisori multistandard manco l'ombra. Nel migliore dei casi ce li gustavamo in bianco e nero con qualche disturbo. Ora, se noi applichiamo lo stesso problema ad oggetti ancor più quotidiani (per quanto ci possa essere qualcosa di più quotidiano di un videogioco!!!) ecco che i problemi, aumentando la tipologia di questi oggetti attorno a noi, aumentano! Volete altri esempi di oggetti super cool usciti ultimamente magari distribuiti con molto ritardo nel Bel Paese? Ce ne sono a iosa, a partire dai famosissimi Iphone (conosco gente che ha comprato il 5s in Asia
dove era per lavoro "dimenticandosi" che le reti ad alta velocità Europee differiscono...) per arrivare, forzando il significato dell'Internet of the things, agli stessi servizi di film on demand più famosi. Alcuni non sono proprio fruibili in Italia (Netfix), altri in forma ridotta (Itunes), altri ancora presentano lo scoglio delle lingue (Mubi) che per i meno anglofoni effettivamente è un grande problema. Ora, tutto questo è comunque una questione minore (in fondo si può sempre aspettare la versione nostrana dell'oggetto del desiderio e per alcuni casi, leggasi la Mercedes citata all'inizio, di solito nemmeno tanto, idem per l'Iphone). La questione più importante è, quanto siamo disposti a sacrificare della nostra identità in virtù di tutto questo? Il fine ultimo dell'internet delle cose, come già detto, è mappare il reale nel virtuale, è la creazione del vero e proprio cyberspazio come lo si vedeva negli anni 80, un'estensione stessa della realtà senza i limiti intrinsechi della medesima.
Tutto questo però, ha un prezzo, oltre al mero esborso economico. Già oggi ne stiamo avendo un minimo assaggio con le funzioni associate di cloud, social network e devices portatili, immaginiamoci quando non solo il telefono saprà (e comunicherà) dove siamo ed eventualmente quello che stiamo facendo (se lo scriviamo noi) ma tutta la nostra vita sarà in qualche modo monitorata. Ancora, nella massa (intesa come la maggior parte delle persone non propriamente addette al settore tecnologico, senza alcuna connotazione negativa) si presta poca attenzione ai disclaimer relativi all'utilizzo dei propri dati (quanti utilizzano Siri o la dettatura vocale dei sistemi Apple, peraltro migliorata con Mavericks), ignorando o volutamente tralasciando il fatto che ogni cosa che diciamo passa dai server Apple che memorizzano anche i contatti e i nomi delle persone inserite nella dettatura?
Quanti hanno fatto il download in locale del sistema di dettatura Apple per evitare ciò? Sicuramente la minima parte degli utenti. Se anche il frigorifero sbandiererà la nostra dieta, l'automobile il nostro tragitto, le lampadine il nostro colore preferito e la musica di sottofondo e la doccia la temperatura dell'acqua tutto questo sarebbe alla mercé di qualcuno e come già sappiamo, l'unico dato sicuro è il dato offline. Tutto quello che va su internet in qualche modo può essere sottratto, usato, manipolato, rivenduto etc. Lo vediamo con le carte di credito (recente il buco nei sistemi Adobe ad esempio) ma davvero pensiamo che queste intrusioni possano essere le più gravi? Una carta di credito ha un'assicurazione, i nostri dati "reali" invece? Si accettano commenti!




